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I 10 Maestri Primordiali

Simboli dei 10 Maestri PrimordialiQuando parliamo del Principio del Maestro, dobbiamo sapere che nella storia ci sono state delle persone che avevano questo principio molto forte dentro di sé. Essi infatti hanno aiutato le persone a diventare migliori grazie ai loro insegnamenti. Purtroppo, non sempre le persone che hanno vissuto al loro tempo, hanno riconosciuto la loro grandezza.
I maestri primordiali sono 10 in quanto 10 è il numero dei petali del Nabhi chakra. Naturalmente, nella storia ci sono state altre anime realizzate che sono stati dei maestri illuminati, ma quelli di cui parleremo vengono indicati come Maestri Primordiali.

1. Il primo maestro di cui parleremo è Raja Janaka. Non è famoso in Italia, ma lo molto in India, il paese dove è nato e vissuto. Raja significa “re” e infatti Raja Janaka era il re di Mithila (l’attuale Janakpur). Lui era anche il padre di Sita che poi divenne la moglie di Rama, un altro famosissimo re sulle gesta del quale è stato scritto un poema epico chiamato Ramayana. Raja Janaka era un re giusto, ma era anche molto umile al punto da accettare come suo maestro un giovane di 16 anni, Ashtavakra.

2. Il secondo maestro è Abramo, che visse in medio oriente tra il XVIII e XVI secolo AC. Di lui si parla sia nella Bibbia che nel Corano. L’importanza di questo maestro è che fu il primo del suo tempo che diffuse l’idea di un Dio unico e onnipotente. Infatti, al suo tempo, la gente credeva negli idoli, nella venerazione di statuette. Quindi, dovete sapere, che la gente del suo popolo non capì Abramo e lui dovette fuggire e andare a vivere in un altro posto.

3. Il terzo maestro è Mosè. Questo maestro è sicuramente uno dei più famosi nella nostra cultura, perché si parla di lui nella Bibbia. Come saprete, lui aiutò gli ebrei ad ottenere la libertà dagli egiziani. Il suo insegnamento, quindi, viene da un esempio di vita pratico: nessun popolo dovrebbe essere schiavo di un altro. Inoltre, nel periodo in cui il popolo ebreo vagò nel deserto per 40 anni, Mosè diede loro un Decalogo, ovvero 10 Leggi Divine da rispettare. Naturalmente, quelle Leggi hanno un valore universale e sono importanti per tutti.

4. Il quarto maestro è Zarathustra. Anche questo maestro non è molto famoso nel nostro paese, ma è famoso in Persia (attuale Iran), dove è nato e vissuto. A lui si deve, nel suo paese, la diffusione di una religione monoteista – ovvero credere che Dio è unico; al suo tempo, infatti, la gente non credeva in un Dio unico. Anche lui, come Abramo, ebbe vita difficile, perché molte persone gli erano contro. Fino a che un giorno, riuscì a guadagnarsi la fiducia del re Vishtaspa e da allora poté diffondere i suoi insegnamenti senza avere più problemi.

5. Il quinto maestro è Confucio. Confucio è un maestro cinese ed è abbastanza famoso anche nel mondo occidentale. Lui era un maestro, ma anche un uomo politico e credeva nella realizzazione di una città amministrata in modo perfetto e onesto. E in effetti ci riuscì anche nella città di Chung-Tu, di cui fu nominato governatore; ma nel farlo incontrò l’invidia di altri politici e dovette andare via dalla città.

6. Il sesto maestro è Lao-Tse, vissuto anche lui in Cina. Anche Lao-Tse è molto famoso nel mondo occidentale e la sua opera, il Tao Te Ching, è una delle più lette fra le opere filosofiche. Nella sua opera, lui parla di un principio universale, il Tao, che è alla base di tutto. Nello Yoga, il Tao è proprio la nostra energia Madre, la Kundalini. Poi lui descrive anche i due principi opposti Yin e Yang, il femminile e il maschile; anche questi li troviamo nello Yoga come Ida Nadi (il nostro canale sinistro) e Pingala Nadi (il nostro canale destro).

Scuola di Atene, Socrate7. Il settimo maestro è Socrate, che è vissuto in Grecia nel V secolo AC. Come tutti i maestri, Socrate era una persona particolare. Come i filosofi del suo tempo, lui trasmetteva la sua conoscenza (o non-conoscenza, come diceva lui) attraverso la “dialettica”, un modo di parlare particolare che usava per dimostrare i principi e valori eterni (come il Bene, il Male, l’esistenza dell’Anima, ecc.). Lui ha cercato di aiutare gli ateniesi, che erano diventati molto attaccati ai soldi e ai vizi, a ritrovare la via della Moderazione, della Virtù e dello Spirito.

8. L’ottavo maestro è Maometto che nacque nel 570 nella città di Mecca. Si dice che la sua nascita fu marcata da eventi eccezionali come un’immensa luce che splendeva da est ad ovest. Ispirato dall’Arcangelo Gabriele (così di dice) all’età di quaranta anni, cominciò a guidare il suo popolo, dando loro delle leggi che permettessero loro di mantenere la proprio Virtù. Erano guide per la via quotidiana; per esempio diceva di non arrabbiarsi mai, e soprattutto di non bere alcolici. Infatti, almeno in teoria, coloro che seguono i suoi insegnamenti non dovrebbero bere vino, birra e nessun tipo di alcolico. L’alcol infatti ci fa perdere la nostra attenzione e ci porta a fare delle cose molto brutte; inoltre rovina il fegato.

9. Con il nono maestro, ritorniamo in India: Guru Nanak. Fin da bambino, Guru Nanak sapeva che aveva un compito molto importante. Nonostante ciò, obbedì ai suoi familiari: lavorò, si sposò e si dedicò alla famiglia. Poi ad un certo punto della sua vita, cominciò a viaggiare per portare i suoi insegnamenti al popolo. Il popolo era diviso, a quel tempo, in indù e musulmani che si combattevano fra di loro. Per cui, cercò di portare la pace fra di loro. I suoi insegnamenti sono raccolti e preservati nel Adi Granth, il libro sacro dei Sikh.

Shri Shirdi Sainath10. Il decimo maestro è Shri Shirdi Sainath, vissuto a Shirdi dalla fine del 1800 all’inizio del 1900.  In realtà, nessuno conosceva il suo nome, per cui veniva chiamato Sai Baba, dove Saì è un titolo persiano dato ai maestri Sufi; mentre Baba in lingua indiana significa “padre”. La sua intera vita fu un continuo insegnamento. Si prendeva personalmente cura dei suoi discepoli e di tutti coloro che lo cercavano.
Il suo insegnamento fu essenzialmente l’Amore e la Devozione verso Dio (bhakti in sanscrito). Diceva che il giorno che il discepolo avesse realizzato cos’era veramente, avrebbe automaticamente ottenuto la Realizzazione.
La maggior parte dei devoti s’avvicinarono inizialmente a Shri Sai Baba attratti dai miracoli che comunemente compiva, con straordinaria facilità. Lui li stupiva con questi ma l’unico obbiettivo era di portarli ad una vera evoluzione spirituale.


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