Yoga Bambini

il modo più facile per stare bene

Come la ruota vanitosa è diventata umile

In una fattoria nel cuore dell’India, viveva un fattore con sua moglie. Erano piuttosto poveri, ma si guadagnavano da vivere raccogliendo il latte dalle fattorie nell’area per venderlo al mercato della città.

Un giorno, come ogni giorno, il fattore si avviò per lavorare. Diede da mangiare ai buoi e li attaccò al carro. Ogni cosa sembrava andare liscia, fino a che… la ruota anteriore non cominciò a parlare.

Carro trainato da buoi

“Ah sono grandiosa. Ammirate come sono ben fatta. Le migliori barre di ferro sono state usate per dare forma alla mia meravigliosa struttura rotonda. Il legno poi è ancora in condizioni ottimali, dopo così tante corse, e guardate quale bellissimo disegno sulla terra al mio passaggio! Senza di me, certo, questo carro non si muoverebbe di un millimetro!”

Come si sentiva importante la signora Ruota, ma subito le Assi di legno risposero, “Siete terribilmente vanitosa, mia cara signora! Senza di noi, non ci sarebbe nessuno carro! Noi assi teniamo insieme l’intero carro, manteniamo il latte dal cadere a terra e offriamo un posto a sedere al fattore…”
“Si, forse” , disse la Ruota con sufficienza. “Ma dopo tutto, Io e le mie tre sorelle ruote siamo la parte più importante di questo carro!”

“Siete sicura?” se ne uscì una vocetta. “Chi parla?” replicò la Ruota, fingendo di non aver capito chi stesse parlando. “Sono io, la vite!”

“La vite?” disse la Ruota scoppiando in una risata. “Questa è proprio bella. Sei così piccola che a mala pena ti si vede… certo non vali nulla! Nemmeno ti muovi, stai là seduta con i tuoi amici bulloni a far niente, proprio niente!
Noi ruote sì che lavoriamo sodo, girando ogni giorno, portandovi tutti quanto per campi e foreste. Ma una minuscola, piccola vite come te? Non dovresti nemmeno parlare!”
Quelle che venivano dalla Ruota erano parole molto dure. Fortunatamente non fecero arrabbiare la vite, ma le diedero un’idea: avrebbe dato una lezione a quella ruota vanitosa.

Alla curva successiva, mente tutte quelle taniche di latte poggiavano sulle tavole di legno ancora, ella mise insieme tutta la sua forza e si girò e girò ancora intorno al suo asse. Dopo un po’, ella aveva girato su se stessa abbastanza da cadere sull’erba senza fare alcun rumore. In quel momento, le due assi che erano state unite da quella minuscola vite, si allentarono e cedettero al peso delle taniche di latte. Una ad una rotolarono giù verso le assi allentate e caddero a terra con un frastuono.
Le assi si allentarono sempre più e molte più assi di legno cominciarono ad incrinarsi fino a che l’intero carro collassò su se stesso.

Il fattore si girò disperato, ma troppo tardi: cadde insieme al carro in un campo di papaveri là vicino!
“Oddio! Che è successo?” gridò. Assi, ruote, taniche di latte giacevano sparpagliate sulla strada.
Si tolse il cappello e si grattò la testa, “Come sistemerò questo disastro?”
Non gli ci volle molto per allineare le ruote e rimettere la struttura a posto. Ma alla fine sembrava che mancasse qualcosa per tenere tutto insieme… “Dove sono quelle minuscole viti e i bulloni?” gridò il fattore e cominciò a cercarle e gli ci vollero ore prima di riuscire a trovarle, scrutando in mezzo all’erba là intorno.
“Grazie a Dio le ho trovate tutte” disse, raccogliendo l’ultima da terra. “Senza di voi non avrei mai potuto rimettere il carro tutto insieme!”

Quando il sole cominciava a tramontare, il carro era finalmente ricostruito e il fattore ripartì per tornare a casa. Dopo tutto, la maggior parte della taniche erano vuote e non aveva proprio più niente da vendere.

“Come sono stata sciocca” disse la ruota. “Mi stavo vantando tanto di quanto sono importante, quando in verità voi tutti siete altrettanto importanti. Solo tutti insieme, come un tutt’uno, facciamo funzionare questo carro. E ora, a causa mia, il nostro povero fattore ha perso i suoi guadagni quotidiani. Sono così dispiaciuta per avervi fatto sentire male. Posso vederlo ora, che per quanto possiate essere piccoli, siete necessari proprio come il resto di noi”.
Le viti e le assi di legno, i bulloni e persino le taniche si sentirono felici che la ruota vanitosa fosse ritornata in sé, e da quel giorno, il nostro caro fattore non ha più avuto problemi dal suo carro. Mai.

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Allo stesso modo, abbiamo tutti un ruolo importante in questo mondo e insieme possiamo farlo funzionare al meglio.

Storia di Sia Reddy, versione originale The bullock cart – A story about equality


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