Yoga Bambini

il modo più facile per stare bene

Attese e delusioni

Il padre di Shanti viaggia molto a causa del suo lavoro. Visita molti paesi diversi come l’Italia, la Spagna e l’Inghiterra e se sta via per più di una settimana normalmente riporta con sé un piccolo regalo. Normalmente, ma non oggi.

Potete immaginate lo sguardo di Shanti quando il papà ha attraversato l’uscio a mani vuote. Nessuna “cosina” incartata in una carta tutta colorata, nessun nastrino. Niente.
“Non mi hai portato nessun regalo?” chiese Shanti, mentre i suoi occhi si riempivano di lacrime.
“E che ne dici di un ‘Ciao papà! sono felice che sei tornato!’” rispose il papà di Shanti.
Shanti coprì il suo visino con le mani e corse singhiozzando in camera sua.
“Oh cara, l’ho viziata troppo, vero?” disse il papà alla mamma, che dopo un cenno col capo gli diede subito un abbraccio di benvenuto.
“Benvenuto a casa, Prakash” disse e sorrise. “Credo che dovrai dedicarle un minuto quando avrà finito di piangere.”
“Si, hai ragione” rispose lui, “Dopo andrò a parlare con lei.”

Il “minuto” durò circa una mezz’ora, prima che Shanti finalmente si fosse calmata e avesse smesso di sentirsi triste. Il papà si sedette accanto a lei sul suo letto. “Non è stato molto carino come mi hai accolto a casa oggi, vero Shanti?” le disse dolcemente.
“No, non lo è stato” rispose Shanti un pò intimidita. “Scusa papà, sono veramente felice che sei tornato, ma stavo così tanto aspettando il regalino!”

“Hai così tante cose nella tua stanza Shanti, che davvero non hai bisogno di altri regali, non credi?” Ma credimi, non è questo il punto. Ti spiego cosa è successo: ti sei sentita delusa. Sei delusa perché ti aspettavi che io ti portassi qualcosa.”
“Delusa? Che significa?” chiese Shanti.

Il Papà si tolse la maglia e la mise sulla sedia lì accanto. Poi si sedette vicino a Shanti di nuovo e le parlò in quella voce così calda e dolce che Shanti amava tanto ascoltare.
“ Attese e delusioni vanno a braccetto. Un’ attesa significa volere qualcosa. La delusione è quel sentimento triste che abbiamo quando qualcosa non va nel modo in cui abbiamo sperato. Così, una volta che impari a andare al di là delle attese di qualsiasi tipo, non sarai mai più deluso di nuovo. Mai. Non è fantastico? La tua felicità o infelicità non dipenderanno più dalle cose, le persone, le loro reazioni o da qualsiasi altra influenza esteriore. Lascia che ti racconti una piccola storia che ti aiuterà a capire.”

“C’era una volta due pescatori. Uno dei due prendeva sempre tanti pesci, ma aveva sempre un’aria miserabile. L’altro ne prendeva giusto quanto bastava per sfamare la propria famiglia, ma era sempre felice e soddisfatto. Un giorno, mentre entrambi sedevano nelle loro barche da pesca, il pescatore sventurato chiese al pescatore felice: ‘Luke, veramente proprio non capisco. Prendi sempre pochi pesci ma sei comunque così felice. Dimmi, qual è il tuo segreto?’

“Il pescatore felice sorrise e rispose, ‘Te lo posso dire. Ma prima, lascia che ti faccia una domanda. Quando sei uscito di casa stamane, quanti pesci ti aspettavi di prendere?’
Il pescatore miserabile non ha dovuto pensare a lungo e rispose diretto, ‘Almeno cinque. Volevo prendere cinque pesci. Mi aspettavo almeno cinque pesci nella mia rete. Guarda, ne ho solo preso uno fino ad ora. È terribile!’.

‘Vedi, hai appena risposto da solo alla tua domanda’, disse il pescatore felice, ‘perchè quando sono uscito da casa io non mi aspettavo di prendere un solo singolo pesce. Così, ogni pesce che prendo è uno stupendo regalo per me, una benedizione quasi. Perfino se ritorno a casa a mani vuote, non mi sento contrariato. Sono soddisfatto e felice.’

Il pescatore miserabile scosse la testa in segno di incredulità, ‘Cosa? Non ti aspettavi prendere neanche un pesce?’
‘Neanche uno, amico mio’ replicò il pescatore felice e gettò la sua rete.
‘Così questo è il tuo segreto? Nessuna aspettativa?’, chiese il suo amico con stupore.
‘Nessuna aspettativa!’rispose a sua volta il pescatore felice.
E dopo una breve pausa entrambi scoppiarono in una risata. Risero e risero e cominciarono a lanciare l’acqua in aria. Si potrebbe dire che si comportassero come dei bambini, schizzandosi l’acqua in faccia l’uno con l’altro!”

“Puoi crederci?” chiese il papà ridendo. Shanti anche rideva, trovando l’immagine dei due adulti che si tiravano l’acqua molto divertente. “Si sentivano liberi, sai!” continuo il papà.
“Liberi nei loro cuori, perché non c’erà niente da provare, nessuno a cui fare impressione, nessuna pressione, nessuna catena, soltanto la gioia nei loro cuori. Entrambi finirono per pescare un pesce per uno quel giorno e, credemi, quel pesce fu il più buono che il non-più-miserabile-pescatore ebbia mai mangiato in vita sua.”
Shanti alzò le sue braccia e tirò il papà vicino il suo cuore. Poi lei sussurrò al suo orecchio .
“Sono cosìììììì felice che sei a casa. E da oggi non devi portarmi più regali. Ok?”

Il papà baciò Shanti sulla fronte e le sussurrò a sua volta all’orecchio “E se succederà di trovarmi ‘una cosetta’ in mano un giorno, sono sicuro che sarai stracolma di gioia, vero?”
Shanti sorrise e si addormentò sotto il suo piumone. Non le importava più che il papà non le avesse portato un regalo oggi, pensava. Perché il più grande regalo che comunque egli potesse farle era il suo amore. Vero?

Storia di Sia Reddy


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